venerdì 18 gennaio 2013

O Viveiro, la testimonianza di due frati francescani

Alla fine del mese di luglio 2012 abbiamo ricevuto, con grande gioia, la visita di frei Edison e frei Agostinho, francescani mozambicani che stanno studiando a Gerusalemme.
Ecco il loro racconto ...

Una testimonianza missionaria
Il 23 luglio 2012, fra Agostinho ed io, frati francescani, siamo partiti dal sud di Mozambico a Chitima, nella provincia di Tete per fare una visita al Viveiro de Chitima. Anzi, noi siamo Mozambicani, studenti di Teologia presso lo Studium Theologicum Ierosolymitanum a Gerusalemme e qui ci siamo trovati con il P. Giuseppe che ci ha parlato del progetto che lui assieme ad altri italiani ha a Tete. Da quel giorno noi, essendo Mozambicani e sentendo la benevolenza che Dio opera nella nostra terra tramite il P. Giuseppe ed i suoi collaboratori, ci siamo offerti per essere i loro assistenti spirituali presso i luoghi santi, cioè pregando per loro. Quando l’estate scorsa era ormai vicina, P. Giuseppe parlò con noi perché durante le vacanzae in Mozambico potessimo fare una visita a quel meraviglioso progetto, e cosi accadde.

Arrivati a Chitima, da noi sconosciuta anche se siamo Mozambicani, siamo stati ricevuti da Emanuela e da Mattia, italiani, assieme alla signora Lucia, la gestrice del centro. Io sinceramente sono stato colpito dalla accoglienza, senza conoscere nessuno in quel luogo mi sono sentito a casa mia dopo dieci minuti! Tutti, siano i responsabili siano le ragazze, ci facevano un bel sorriso accogliente e gioioso, mi sembrava di essere arrivato in uno dei nostri conventi francescani.
Le ragazze accolte a Chitima ci hanno mostrato un’educazione stupenda che nessuno di noi si aspetterebbe di trovare in un centro come quello, veramente vorrei dare coraggio ai responsabili perché portino avanti quel progetto, perché in poco tempo che siamo stati lì insieme a loro mi sono reso conto che chi istruisce quelle ragazze non è nessun uomo ma Dio stesso tramite P. Giuseppe, Emanuela, Mattia, Lucia ed altri.
Il progetto non soltanto mira alle ragazze ma è aperto anche alla comunità di Chitima e la prova di questo è che in quel medesimo pomeriggio c’era la consegna dei certificati ad alcuni insegnanti che avevano superato un tipo di gioco che adesso non mi viene in mente (l'abilitazione all'insegnamento del rugby, ndr) per servire da istruttori nei loro posti di lavoro, quindi il progetto è per il bene di tutta la provincia di Tete e non solo Chitima, dunque il progetto beneficia tutto il paese.
Una cosa che ci ha colmati di stupore è che la formazione che ricevono le ragazze nel Viveiro è integrale, cioè totale. In breve tempo ho capito che loro hanno un giardino di verdura ma anche di fiori, imparano a curare gli ambienti dentro la casa, preparano il cibo, si divertono, vanno a scuola, fanno delle attività culturali come canto e ballo, insomma c’è tutto. Mi sembrava di rivivere l’esperienza della Pentecoste ove i discepoli pieni dello Spirito Santo ognuno parlava la sua lingua, ma nel caso di Chitima ognuno fa un mestiere.
Quindi, voglio ringraziare a Dio per l'iniziativa che ebbe tramite i responsabili del Viveiro ed implorare le grazie necessarie perché il progetto possa andare avante! Ed anche vorrei implorare la benevolenza del parroco del luogo o un altro sacerdote che possa trovarsi vicino al Viveiro perché celebri almeno a metà settimana perché, oltre la domenica, abbiano un altro giorno in cui possono nutrirsi spiritualmente per cosi ottenere dal Signore presente nell’Eucaristia più grazie per poter portare avanti ognuno il suo impegno.
Fraternamente, Fra Edson Nhatuve, ofm
Gerusalemme, 06.12.2012

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