mercoledì 1 novembre 2017

Brevi notizie da Chitima e da Roma sulla vita del Centro "O Viveiro"

Dopo lunghi, faticosi contatti, finalmente la Hidro Fontes Lda  è arrivata a Chitima  il 15 agosto per la perforazione di un nuovo pozzo di acqua,  si spera,  dolce e priva di torbidità e sedimenti!!!  
 
L’operazione, tanto attesa e desiderata, alla quale hanno assistito, con preghiere e grande ansia Tomè, Lúcia, le ragazze del Centro rappresentate, data la coincidenza con il periodo delle vacanze scolastiche,   da Marta, e gli operai, era stata preceduta da una preliminare analisi geoelettrica.
Dopo ore di lavoro e forte trepidazione, a 37 metri  di profondità - massima consentita prima dell'incontro con il previsto strato di carbone  - è stata raggiunta  la tanto necessaria e sospirata falda acquifera.  Come dimostrano le foto, la trepidazione si è subito trasformata in felicità e manifestazioni di giubilo quando è uscita  una bella colonna d’acqua. 

Il "buco", come risulta dalla relazione della Hidro Fontes Lda, di diametro pari a 113 mm. sarebbe in grado di fornire,  approssimativamente, acqua pari a 1,8 m3/h.   Ora i lavori dovranno proseguire con le necessarie opere di canalizzazione, una volta conosciuti i risultati delle analisi circa la qualità dell’acqua, che si sperano positivi, ma che, al momento, sono ancora da valutare.
 
 
Una bella occasione per fare conoscere ai soci, amici e sostenitori la notizia è stata la colazione preparata dalla consigliera Maria Luisa Prosperi Mangili, nella sua splendida casa a Carpineto Romano all’inizio di ottobre.



 


Negli ultimi mesi la vita del Centro di Chitima è stata meno  “movimentata” data l’assenza di d. Lúcia che si è dovuta recare a Maputo per  visite cardiologiche per lei e per la giovanissima Airine.  Fortunatamente per Lúcia non ci sono particolari problemi.  Anche per Airine, al momento, non sembrano esservi problemi importanti; tuttavia la sua situazione va tenuta sotto controllo con visite che si spera possano essere effettuate a Tete e/o a Songo.
Come sempre l’assenza di d. Lúcia, colonna portante del Centro,  determina un certo disorientamento e una stasi non solo nelle attività, ma anche nelle notizie che giungono a Roma.
 Tre ragazze, Marcia, Claudia e Teresa, si apprestano a concludere, si spera  con successo, la dodicesima classe (classe terminale del ciclo scolastico).  Ora confidano di poter continuare a  frequentare scuole professionali,  che dovrebbero procurare loro qualche opportunità di lavoro,  mentre un ritorno a casa senza alcuna ulteriore specializzazione potrebbe compromettere le looro possibilità di rendersi indipendenti e in grado di mantenersi; in questo caso,  andrebbero persi  i risultati finora raggiunti.
Liliana, con una decisione tanto repentinia quanto inattesa, ha scelto di lasciare il Centro  per il richiamo della città (Tete), dove spera di riuscire a impiantare un nuovo ristorante a somiglianza di quanto fatto, peraltro con grandi anche se non costanti soddisfazioni, a Chitima.

Infine, il ritorno di Lúcia da Maputo è stato salutato dall’arrivo della spediizione DHL - per la quale tanti soci, amici e sostenitori hanno contribuito con offerte e doni - con tute per gli operai, magliette che le ragazze potranno dipingere, pasta, fotocopiatrice, cancelleria, articoli per l’igiene personale, ecc..  Una infinità di cavilli burocratici ha richiesto diversi mesi di telefonate, lettere, e documenti, che non sono stati, comunque, sufficienti a evitare un fermo alla dogana di Maputo.  Solo l’intervento di Daudo (marito di Elena Gaffurini, nipote di P. Giuseppe) ne ha consentito il rilascio. Anche in questo caso le foto illustrano meglio di qualsiasi nostra  parola, la loro feliicità e il loro  ringraziamento.


 
 

 

 

 

 
 
 


  

 






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